Il fine giustifica i mezzi

(cioè, se i mezzi non funzionano, il fine è errato!)

Alcune segnalazioni

Recentemente ho visto che H&M ha lanciato una campagna di “riciclo” dei vestiti usati, distribuendo opuscoli informativi ai clienti su come e perché riciclare abiti e istituendo centri di raccolta nei punti vendita. Questo il link alla pagina del sito dedicata all’iniziativa, a dire il vero un po’ nascosta nel loro sito, ma giustamente etichettata sotto “sostenibilità”.

Nel tempo che ci ho messo ad aggiornare il blog (come vedete, troppo) ho visto che anche Oviesse ha lanciato un’iniziativa simile. Come si vede però per OVS è una promozione, quindi non fa parte di una strategia globale di Corporate Social Responsability, che per OVS (come del resto per la maggior parte delle aziende italiane) significa solamente beneficienza. Nel loro sito infatti si parla esclusivamente di una collaborazione con “Save the Children”, iniziativa sicuramente encomiabile ma non paragonabile alla sezione di H&M, decisamente più ampia.

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A proposito di finalità

A proposito di finalità

“Save the children”  ha detto che in Italia c’è povertà di futuro, riferendosi in particolare a quella dei bambini (di cui l’organizzazione si occupa). Questo è un altro dei tasselli di un mosaico più ampio, ovvero l’incapacità delle nostre classi dirigenti di costruire un progetto che non sia una toppa per risolvere un problema nel momento in cui è troppo tardi.

In Italia si è parlato prima della crisi dei 50-60enni che escono dal mercato del lavoro e non riescono più a rientrarci, con una età pensionabile che si sposta sempre di più, poi della generazione nata dopo il 1970 e che è già troppo vecchia per essere considerata giovane (persino in Italia, dove “giovane” si utilizza per chiunque), poi dei degli under 30, poi dei giovani in senso europeo (15-25), e finalmente anche dei bambini.

Ognuno di questi problemi ha generato delle soluzioni o presunte tali, come se non fossero i vari aspetti di uno stesso problema: la mancanza di un progetto come nazione, come società e come economia. Si è cercato di mascherare questa mancanza di progetti come sovrabbondanza di progetti dovuta alla frammentazione politica, sociale ed economica, confondendo per l’ennesima volta le cause con gli effetti. Nessuna delle proposte, anche fra le poche entrate effettivamente in vigore, ha dato i risultati sperati: perché agendo su una sola leva alla volta, lo sforzo è stato sproporzionato rispetto al risultato.

Un esempio su tutti: la riforma Biagi del lavoro, il cui scopo dichiarato era aumentare l’occupazione. Per un certo periodo ci è riuscita, a discapito degli stipendi però, visto che l’occupazione è aumentata ma non il PIL  (né tantomeno la redistribuzione dei redditi è migliorata).

 

 

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