Il fine giustifica i mezzi

(cioè, se i mezzi non funzionano, il fine è errato!)

Normalità

Il mese scorso avevo un contratto presso una agenzia interinale. Tale contratto sarebbe dovuto scadere il 9 novembre, ma essendo un contratto da insegnante io e le mie colleghe supponevamo che dovesse essere prorogato. Interrogata sul da farsi, la nostra capo (non so come altro scriverlo) si è mostrata reticente. Infine mercoledì 7 ci ha confermato che il 9 in effetti saremmo scaduti e non ci avrebbe rinnovato, motivo per cui ho scritto “saremmo scaduti” perché in effetti lei ci ha buttato via come si fa con la roba scaduta, quindi il problema non era evidentemente nei nostri contratti ma dentro di noi.

La situazione adesso è degenerata ulteriormente dopo un’altra serie di complicanze, che non riassumo nemmeno per non tediare troppo il lettore. La questione è che sul momento la cosa mi è sembrata normale. Una mia collega di qualche anno più giovane è rimasta invece molto colpita e io ho liquidato la sua ingenuità come tale.

Riflettendoci meglio però non è lei ad essere stata ingenua ma ancora una volta è il mondo che ci piega all’ingiustizia. Recentemente ha fatto scalpore la notizia che tre donne sono state liberate dalla schiavitù in cui erano costrette da una anziana coppia nel centro di Londra nell’anno 2013. Mia moglie mi ha chiesto: “come è possibile che in 3 contro 2 non siano riuscite per 30 anni a liberarsi?”.

La schiavitù è innanzi tutto una condizione dello spirito. Lo schiavo è schiavo perché non riesce a pensare di essere libero, e spesso questo è dovuto al fatto che la sua condizione è “normale”, ovvero condivisa da molte persone e avvallata dalla morale corrente. Il pensiero critico è una conquista quotidian, non è mai per sempre e può sempre venir meno. Per questo mi è sembrato normale non sapere nulla del mio futuro lavorativo, per questo non mi sono fidato delle promesse della mia capo, per questo la collega è “ingenua” perché non si aspettava questo trattamento (al quale, per onor di cronoca, va aggiunto il fatto di non averci pagato che 1 dei 3 stipendi).

La verità vera è che lo schiavo sono io, perché mi sono abituato a questa condizione.

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