Il fine giustifica i mezzi

(cioè, se i mezzi non funzionano, il fine è errato!)

Il disastro politico di questo paese

su 07/12/2016

è uno specchio della società. E le sue radici sono etiche. Scusate lo sfogo.

Nel momento in cui si sposta la dignità dalle persone alle loro opinioni, tutto è lecito: qualunque stupidaggine ha lo stesso valore di qualunque verità, e l’insulto è gratuito.

Mi era stato insegnato che tutti hanno diritto di esprimere la loro opinione, per quanto insensata fosse, perché tutti hanno la stessa dignità, in quanto umani e cittadini. Invece vedo applicato nella realtà il contrario: ogni opinione ha dignità, ma le persone che le portano avanti possono essere insultate e caricate di odio. Mi è evidente come questa inversione non abbia senso, ma è altrettanto evidente ai miei occhi come si ripeta lo stesso schema: ho diritto a esprimere le mie idee, quindi le mie idee hanno dignità.

E invece no. Le idee non hanno dignità in quanto idee, non possono essere espresse perché tutelate dalla libertà di espressione. La libertà tutela le persone, e solo queste hanno dignità.

Il problema non è che l’idiota ha la stessa dignità del saggio, il problema è che non esistono l’idiota ed il saggio, ma idee idiote ed idee sagge, e persone che le esprimono. Devono essere libere di esprimersi, perché il giudizio non può mai essere anteriore, ma sempre posteriore.

E deve essere tutelata la dignità di una persona, anche se dice delle idiozie. Deve essere chiaro che l’idiozia è un’idiozia, non che chi dice un’idiozia è un idiota ma può aprire bocca. Le persone sono sfacettate, possono cambiare parere, possono avere punti di vista diversi. Ma le idee hanno conseguenze, e non le si può difendere a prescindere. Bisogna difendere il diritto delle persone a dire cose stupide, invece vedo nel quotidiano la strenua difesa di qualunque punto di vista, purché esista e solo perché esiste. La diretta conseguenza di questo è l’odio verso il diverso: poiché non posso odiare un’idea, che magari è aberrante, sono costretto ad odiare chi la esprime, perché se una cosa mi ripugna, non posso accettarla.

Bisogna accettare il diverso, quando il diverso è una persona, non quando è un’opinione. Un’opinione ha una dignità relativa, nel suo contesto, che può essere scientifico, etico, politico, o altro. Ma ha un metro con cui essere misurata, con cui essere etichettata come giusta o sbagliata, come aberrante, come avente o non avete diritto. E ognuno decide quali idee hanno diritto di esistere nel proprio riferimento. Accettare la libertà non significa accettare tutto purché sia, significa accettare che altri la pensano in maniera diversa, magari oggettivamente sbagliata (nei contesti in cui oggettivo ha un significato), ma senza scambiare l’ordine delle cose.

Le idee sono stupide e possono essere odiate, le persone no. Ma il potere esprimere le idee, non siginifca doverle accettare tutte: questo è peggio del relativismo etico, è peggio del nichilismo, è semplicemente stupido, perché tutto ed il contrario di tutto significa semplicemente niente. E per non dire niente si può evitare di sprecare tempo.

Scusate lo sfogo, di nuovo.

 

 

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