Il fine giustifica i mezzi

(cioè, se i mezzi non funzionano, il fine è errato!)

Non avevo capito nulla

su 04/12/2016

Contrariamente alle mie abitudini, uso questo spazio per esprimere un’opinione personale sul referendum. Oggi è giorno di silenzio elettorale perché si vota, ma:

  • internet è un’altra nazione
  • non parlerò nel merito

Si è detto che Renzi ha fatto male a personalizzare questo referendum, e che a causa di questo suo errore iniziale rischia di perderlo. In realtà Renzi non rischia nulla.

Il fatto di personalizzare il referendum gli ha consentito di non entrare nel merito di una riforma debole e in parte zoppa, di non entrare nel merito del fatto che la proposta di riforma è stata fatta in condizioni limite, cioè legalmente valide ma moralmente no:

  • perché frutto di una maggioranza parlamentare
  • perché frutto di un parlamento eletto con una legge incostituzionale

Ripeto, non voglio entrare nella polemica riguardo a questo: il parlamento è legittimo e tutto ciò che è stato fatto ha rispettato la legge. Ritengo che moralmente sia stata una forzatura, ma questa è un’opinione personale.

Politicamente però Renzi è un genio, e questo ce l’ha in comune con Berlusconi (questo e il fatto di essere sistematicamente insultato e sottovalutato dai suoi detrattori).

Dico “politicamente è un genio”, perché ha personalizzato un conflitto, in modo da convogliare su una riforma zoppa:

  • i suoi sostenitori, senza se e senza ma
  • coloro che pur non sostenendolo, ritengono che la riforma sia meglio di niente (ad esempio il professor Romano Prodi)

Contemporaneamente, in caso di sconfitta:

  • può sempre dire di averci provato (cosa vera)
  • ha sempre da giocare la carta “non esiste una alternativa attorno al no” (cosa altrettanto vera ma assolutamente non pertinente)

In questo modo lo scenario peggiore per Renzi è che non cambi nulla, cioè lui rimanga in posizione di forza relativa e i suoi avversari non abbiano cartucce da giocare. Ovviamente potrebbe addirittura vincere il sì e questo avrebbe delle notevoli conseguenze sulla carriera di chi ha fatto propaganda per il no, soprattutto se si tratta di leader logori (Silvio Berlusconi, Massimo D’Alema). Non gli darebbe carta bianca, semplicemente aumenterebbe il suo vantaggio (su questo ho la stessa opinione di Francesco Costa)

Quindi Renzi ha già vinto, ma questo è normale se è sempre lui a dare le carte, e finché i suoi oppositori non hanno la forza (o la volontà) di avere altri argomenti, vincerà sempre. Buon referendum a tutti.

 

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