Il fine giustifica i mezzi

(cioè, se i mezzi non funzionano, il fine è errato!)

I pastafariani ed il loro abuso

su 18/08/2013

I pastafariani, sostenitori dello spaghetti filying monster, vengono spesso usati come argomento dell’uomo di paglia per denigrare alcune o tutte le religioni e molto più spesso per protestare contro atteggiamenti “politicamente corretti” che porterebbero a risultati assurdi. Il più clamoroso di questi è il permesso di portare uno scolapasta in testa nelle foto per i documenti d’identità, che viene appunto usato come straw man argument: dal momento che permettere un pudore religioso può portare a risultati palesemente e soprattutto volutamente ridicoli, bisognerebbe passare sopra a tutte le differenze, anche quelle maggioritarie, e imporre una regola comune.

L’argomento è sbagliato in almeno due punti: il primo è quello di considerare il pudore comune come oggettivo, a differenza di quello religioso, soggettivo e quindi facilmente ridicolizzabile. Dopo farò un esempio per chiarire cosa intendo. Il secondo errore di questo argomento è quello di far vedere che siccome la regola è aggirabile o ridicolizzabile andrebbe abolita. Questo secondo errore può portare a legalizzare praticamente qualunque cosa, dal momento che ad esempio l’omicidio è considerato reato almeno a partire dal codice di Hammurabi e questo divieto è stato sempre aggirato nel corso dei millenni.

Ma affrontiamo ora il primo errore, che è il più grave: il senso comune del pudore. Voi andreste in un paese dove è necessario avere sui documenti di identità una foto dei vostri genitali? In questo paese inoltre è obbligatorio mostrare i propri genitali alla polizia o a chiunque si occupi di pubblica sicurezza per un controllo di routine, ovvero senza che ci sia bisogno di un reato in atto o di un permesso giudiziario. Semplicemente in questo paese sono più abituati a distinguere le persone dai propri genitali che dal proprio volto, senza che questo implichi necessariamente il fatto di tenerli esposti in continuazione.

Se la risposta è sì, allora potete usare questo argomento al posto degli inflazionati pastafariani: io non vi chiederò i diritti.

Se la risposta è no, allora riflettete su quello che è il vostro senso del pudore e su come possa sembrare diverso a chi ha una cultura diversa dalla vostra.

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