Il fine giustifica i mezzi

(cioè, se i mezzi non funzionano, il fine è errato!)

Cominciamo male

su 18/01/2013

Siccome siamo in campagna elettorale, partiamo da qui. Fare politica, e parlare di politica, in Italia è perlopiù tifoseria. Sarebbe interessante “fare le pulci” ai programmi, ai candidati, dal punto di vista della congurenza fra le finalità dichiarati ed i mezzi utilizzati. Non credo ne avrò il tempo, intanto la campagna si è avvitata su due temi: replicare a qualunque stupidaggine dice Berlusconi, che fa notizia semplicemente esistendo; chi vincerà in Lombardia, che è l’unica regione in cui ha senso vincere le elezioni.

Nessuno dei due argomenti è interessante, nessuno dei due argomenti ha una finalità ma è un mezzo per ottenere un altro mezzo che è il potere. Sembra invece che il potere sia visto come un fine. Sembra che vincere o perdere le elezioni sia più importante che governare. Questo è un esempio lampante di come un mezzo poco etico, ovvero un argomento vacuo,  non può che condurre ad un fine poco etico, ovvero il potere fine a sé stesso.

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